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Zorzino (BG)

Autore: 
Anonimo del XVIII sec.
Anno di intervento: 
2001 / 02
Tipo di intervento: 
Restauro conservativo

Scheda tecnica


Organo settecentesco attribuibile con buona probabilità alla bottega Bossi di Bergamo. E' collocato in cantoria in vano murario a nicchia ricavata sotto un arco del presbiterio in cornu Evangelii. Tutto lo strumento, manticeria compresa, è posto in unico vano.
Cassa lignea coeva inserita in arco murario e trattata a tempera ocra con intagli di tipo settecentesco. Ha una facciata composta da 23 canne in stagno con bocche a mitria allineate e appartenenti al registro Principale 8'. La canna maggiore è il Re2. . L'arco della cassa è delimitato da due lesene con vistosi capitelli corinzi ai lati dei quali stanno due organetti muti di 9 canne ciascuno a progressione discendente, frutto dell'intervento della ditta C. Cornolti che nel 1934 ha trasferito lo strumento, cassa compresa, dalla vecchia parrocchiale alla sede attuale. Cantoria di legno, lineare, con pannelli lisci.
Disposizione fonica sulla base di 8 piedi. L'organo, che conta 532 canne di cui 28 in legno, è composto da 11 registri con manette a spostamento laterale ed incastro, sulla destra della tastiera, su unica fila verticale. I cartigli, recenti, sono a stampa ed indicano la seguente disposizione fonica:


Principale 8'
Ottava 4'
Quintadecima 2'
Decimanona 1' 1/3
Vigesima seconda 1'
Vigesima sesta 0,2/3'
Vigesima nona 0, 1/2'
Cornetto soprani (XIIa-XVa-XVIIa)
Flauto 4'
Voce Umana 8'
Basso 8'


Accessori.
Tiratutti del Ripieno con pedalone ad incastro.


Somiere a vento in noce scura originariamente in sesta con 50 canali e 10 pettini. I canali, chiusi superiormente da listarelle di pelle, sono protetti da copertine in noce. Le segnature sono a secco. Il crivello è di cartone bianco pressato e le canne hanno la bocca sopra il piano dello stesso.
Tastiera di 54 tasti con prima ottava distesa ed estensione Do1-Fa5 risalente alla prima metà del '900.  I primi quattro diesis richiamano l'ottava superiore. I tasti diatonici sono lastronati in osso ed i cromatici in ebano. Pedaliera a leggio composta da 17 pedali con estensione Do1-Re#2 con prima ottava distesa, più un pedale (nota Mi2) che comanda il registro del Rollante.
La manticeria è formata da due mantici: uno piccolo a cuneo e uno a lanterna posto al di sotto del primo e munito di tre pompe per il caricamento manuale azionate da un volano. E' stato installato un nuovo elettroventilatore.
Tra il somiere maestro e il castello di manticeria, posto sul fondo del vano murario, trovano posto i somieri delle canne del registro Basso 8' e delle prime otto del Principale 8', in legno.
Temperamento equabile. Corista: La 442 Hz a 18 C°. Accordatura in tondo. Pressione a 46 mm in colonna d'acqua.


 


BREVE RELAZIONE INTRODUTTIVA


 
  
   
Il restauro dell'Organo di Zorzino, conclusosi a maggio 2002, ha avuto carattere strettamente conservativo. Ciò significa che la struttura e la fisionomia dello strumento sono state mantenute assolutamente inalterate rispetto allo stato di fatto riscontrato in fase di smontaggio.
L'Organo così come ci appare oggi è il frutto di molteplici manomissioni e cambiamenti verificatisi
principalmente in occasione dei vari trasferimenti subiti nell'arco dei suoi due secoli di storia.
Il secondo spostamento in particolar modo, effettuato nel 1934 ad opera di Canuto Cornolti, dalla vecchia alla nuova Parrocchiale, consacrata nel 1933 ha modificato in modo sostanziale la fisionomia dell'Organo. Un prezioso lavoro di indagine nell'archivio parrocchiale, purtroppo sempre negato dal parroco, avrebbe potuto forse offrire preziosi chiarimenti. Nonostante le varie peregrinazioni dello strumento nel corso della sua storia, il Materiale fonico ci è giunto sostanzialmente in buona parte originale.
Notevoli difficoltà in ordine di lettura dello strumento nonché di rimontaggio in Chiesa dopo l'intervento sono scaturite dal fatto che proprio quest'ultimo spostamento è stato effettuato in modo assai poco razionale e professionale.
Le varie componenti sono state collocate nel nuovo vano senza alcuno studio preventivo, quasi alla rinfusa. La vista di insieme delle parti interne appariva alquanto caotica, con l'impiego di molteplici puntelli e sostegni assemblati assai frettolosamente e con materiali di fortuna.
Alcuni di questi addirittura erano realizzati con pezzi di tavole da cantiere, ancora imbrattate di calcestruzzo. In fase di rimontaggio, pur mantenendo la disposizione riscontrata di tutti gli elementi, quali somieri accessori, catenacciature e parti meccaniche in genere, ci si è preoccupati di dare un aspetto il più possibile chiaro e leggibile a tutto l'insieme mediante un più razionale assemblaggio di dette componenti.



  
L'unica modifica riguarda l'ubicazione dell'elettroventilatore che, posizionato prima nel sottotetto e collegato alla Manticeria mediante tubi in PVC del tipo impiegato per gli scarichi domestici, ha trovato una più idonea sistemazione all'interno della cella organaria.
Si è optato per questa nuova collocazione al fine di evitare di introdurre nelle canne aria più calda d'estate e , viceversa, più fredda d'inverno.
Il poter usufruire di aria alla stessa temperatura delle canne è garanzia sicuramente di una miglior tenuta dell'accordatura dell'organo che, come è noto, risente assai sensibilmente di variazioni termiche anche minime, nell'ordine di un solo grado.
Per tale operazione si è proceduto alla sostituzione del vecchio e rumoroso elettroventilatore con uno nuovissimo del tipo a doppia sordina, che unisce doti di funzionalità a rumore assai contenuto.
La tastiera e la pedaliera non sono originali e sostituite per ovviare alla mancanza dei primi 4 # (2-4-7-9), caratteristica propria delle tastiere scavezze o in sesta.
Sia il somiere maggiore che quello di basseria, unitamente al piccolo somierino che ospita la prima ottava del Principale 8' con canne in legno, sono comunque privi di dette prime note alterate e quindi si sopperisce come di consueto attingendo all'ottava superiore. Durante le operazioni di restauro sono stati effettuati accurati e dettagliatissimi Rilievi in scala delle principali componenti quali cassa, tastiera, pedaliera, somiere maggiore e parti murarie (cella), con sezioni e piante; otre naturalmente alla usuale esaustiva documentazione fotografica.
 


UN PO DI STORIA
( Il contributo qui riportato è opera del Dott. Giosuè Berbenni, Ispettore onorario presso la Soprintendenza per il patrimonio organario della provincia di Bergamo e tratto da un più ampio lavoro da Lui realizzato per la pubblicazione: ZORZINO, i luoghi, la storia, l'ambiente e l'organo, divulgata nel maggio 2002 in occasione dell'inaugurazione dei lavori di restauro)


……La comunità parrocchiale di Zorzino, località del comune di Riva di Solto (Bergamo) che conta solamente 430 abitanti, ha realizzato il restauro dell'antico organo 1799 della chiesa parrocchiale; un'operazione che dimostra sensibilità per la valorizzazione e per la tutela del patrimonio storico e artistico del paese.
L'organo è un piccolo ma piacevole strumento, ricco di storia, realizzato nel secolo XVIII, sembra, dagli organari bergamaschi Bossi. Dall'analisi di alcune scritte in esso leggibili è sicuro che in origine l'organo fu costruito per una chiesa dedicata a San Giorgio, differente, pertanto, dalla chiesa parrocchiale di Zorzino precedentemente dedicata a San Bernardino e oggi ai Santi Ippolito e Cassiano.
L'organo attualmente si presenta come uno strumento di qualità, semplice ma ricco di suono chiaro e dolce. Nel passato ha subito accomodamenti spicci che hanno un po' spento il suo carattere; con il presente restauro è stato possibile donarle quello smalto brillante di suono tipico dell'organo settecentesco.


1799. La prima datazione


La prima e più antica datazione dell'organo è la scritta a china 1799 sulla portella destra della segreta del somiere maggiore; usanza praticata dai costruttori d'organo Bossi. Non abbiamo invece altre notizie anteriori a questa data . Si può ipotizzare che l'organo sia anteriore al 1799. Lo deduciamo da due osservazioni: la struttura fonica, senza colori timbrici di strumenti da concerto, ad eccezione del Cornetto e la mancanza della spezzatura dei primi due registri di Ripieno. L'organo è stato costruito con caratteristiche sonore di organo classico, con privilegio per il timbro del Ripieno, tipico dell'organo italiano. La struttura fonica, infatti, ha una tipologia classica: le file del Ripieno separate fino alla Vigesimanona, la Voce Umana, il Flauto in VIII e il Cornetto a tre file. Altro elemento è la mancanza della spezzatura tra Bassi e Soprani, usanza praticata nel tipo di organo settecentesco lombardo detto 'barocco' e diffusosi grandemente nella Bergamasca. Questo significa che l'organo di Zorzino, si rifà allo schema sonoro in auge tra fine '600 e inizio '700.
E' opportuno ricordare che solo a partire dall'inizio '700 l'arte organaria a Bergamo inizia a germogliare ed essere autoctona; da Como, infatti, si spostano a Bergamo le famiglie di Gabriele Bossi e di Giuseppe Serassi . Portano con sé un modello di organo detto 'barocco' di influenza nordica di cui Como era stato un centro di realizzazione e di irradiazione. Ci riferiamo all'organo costruito dal frate fiammingo Willem Hermans per il Duomo di Como nel 1650, dagli stessi Bossi restaurato e inoltre usato come riferimento nel 1728 per la costruzione di quello del Duomo di Bergamo.
L'organo di Zorzino non è di certo un Serassi, alla cui bottega qualcuno incautamente lo attribuisce. Non lo è per il tipo di falegnameria, per il tipo di scritte e di grafia, per la fattura delle canne, per il tipo di incisioni sulle canne di metallo, per le saldature, ed altro ancora. Sembra invece di scuola Bossi, per il tipo di numerazione sulla tavola di riduzione della tastiera, che è a china e inizia con la croce + e poi segue con cifre arabe; per le portelle della segreta realizzate in abete; per l'iscrizione della datazione sulla portella della segreta del somiere; per i cappucci di guarnizione nei ventilabri del somiere del Principale 8', per la fattura delle canne, per il tipo di saldature, per le incisioni sulle canne di metallo.
Altre notizie storiche, tratte dalle visite pastorali del 1868 e 1909, ci aiutano a cogliere alcune particolarità.


1868. ...fabricato da certa ditta antica Bossi


Nel 1858, alla vigilia della visita pastorale del vescovo Luigi Speranza (1854-1879), è emanato un lungo e articolato Questionario di 28 paragrafi suddiviso in 265 domande, dove al paragrafo X si parla dell'Organo:
1. Se sia ben collocato l'organo; da chi fabbricato e in qual tempo, e quali le cantorie. 2. In qual modo si suoni, se con melodie posate gravi e maestose, quali si addicono agli augusti riti della Religione, o profani e da teatro. Stipendio dell'organista.
Nel 1868 Zorzino conta 292 anime e così risponde il parroco:
[La chiesa] Ha un discreto organo ben collocato fabricato da certa ditta antica Bossi ed ha una sola cantoria.
L'organista è pagato con sessanta Lire Italiane.
Suona discretamente e religiosamente .
Il fatto che l'organo sia attribuito ai Bossi trova riscontro, come abbiamo sopra detto, in alcune caratteristiche costruttive. Inoltre è da prendere in considerazione l'informazione del parroco, piuttosto vicina al 1799; in effetti dista solo 70 anni.
Dopo il 1868 non abbiamo altre notizie fino ai primi decenni del '900 allorché si ha un intervento di restauro effettuato da Roberti Francesco di Bergamo, organaro di scuola Bossi. A traccia di questo c'è una targhetta di metallo sul lato destro della tastiera. In quel periodo furono tolti i Campanelli come riferisce nel 1909 il parroco in occasione della visita pastorale.
Nel 1934 l'organo venne trasportato dalla chiesa seicentesca dedicata a San Bernardino a quella nuova dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano, dalla ditta Canuto Cornolti di Bergamo successore ai Locatelli già rilevatari della ditta Serassi. Questi fecero un lavoro di modifica della manticeria, della carpenteria in legno e della mostra della facciata, ampliata e adattata all'arco murario con la collocazione ai lati di due organetti muti di 9 canne ciascuno. A ricordo di questo lavoro sulla portella sinistra della segreta del somiere maggiore è stata messa la scritta 1934.
E' in quella occasione che l'organo fu modificato in modo rilevante nel Ripieno mediante mescolanza delle canne, spostamento delle stesse, modifica delle canne ritornellanti, accorciamento delle stesse. Manomissioni a cui si è posto rimedio con l'attuale restauro. Successivamente non sono stati effettuati altri rilevanti interventi…….


 


RILIEVI


Le tecniche di rilievo


Uno strumento musicale antico è considerato un bene di interesse storico-artistico-culturale e come altre espressioni d'autore è patrimonio da conservare e tutelare. L'organo, meglio conosciuto per le infinite emozioni armoniche che produce, è pur tuttavia una "macchina" costituita da un insieme tecnologico particolarmente complesso e delicato. Per questo, quando lo stato di conservazione diviene critico a causa del degrado delle parti meccaniche, è necessario provvedere affinché lo strumento possa riacquistare la propria identità.
Il restauro-conservativo dell'organo della chiesa di Zorzino ha preso avvio con alcune operazioni di rilievo finalizzate alla conoscenza dello stato di conservazione dello strumento.
In una prima fase si sono organizzate criticamente le tipologie di rilevamento ed è stato redatto il quadro metodologico complessivo dell'operazione metrologica (finalità del lavoro, livello di precisione, sistemi di misurazione, tecniche operative, scelta degli strumenti etc.)
Successivamente sono stati effettuati: il rilievo metrico, il rilievo fotografico e fotogrammetrico ed infine il rilievo materico e dello stato di conservazione.
Il rilievo metrico, finalizzato alla misurazione della collocazione dello strumento (complesso architettonico o lignario che sostiene o racchiude la parte fonica dello strumento, cantoria e cassa) e alla misurazione delle parti costitutive (impianti dei registri, somieri, meccaniche, strutture di sostegno, manticeria, tastiere e pedaliere, canne, etc.) è funzionale alla descrizione geometrica dello strumento e garantisce alta qualità metrica. La restituzione di detto rilievo costituisce una importantissima fonte documentaria che può essere agevolmente trasferita su supporto informatico (files di facile gestione e particolarmente idonei al trasferimento telematico delle informazioni) e su quello cartaceo (disegni di planimetrie, prospetti, sezioni, etc.).
Il rilievo fotografico, caratterizzato dall'impiego della tecnologia digitale e in particolare con le tecniche della fotogrammetria, si è svolto a più riprese con l'obiettivo di documentare: lo stato di fatto, le fasi di lavorazione, le stratificazioni storiche, lo stato di conservazione (degrado materico, strutturale, etc.).
Infine il rilievo materico e dello stato di conservazione. Questo è finalizzato alla descrizione: della materia costitutiva delle parti dello strumento, del degrado, delle stratificazioni storiche.
A conclusione di questa breve relazione è utile esprimere alcune considerazioni in merito agli apporti delle tecnologie informatiche alla prassi del restauro. L'informatizzazione dei processi di rilievo, introdotta e sperimentata con successo anche in altri ambiti disciplinari, si è evoluta contemporaneamente all'accrescersi della consapevolezza che il restauro è anche un importante evento culturale. L'informatica contribuisce con efficacia al reperimento e alla raccolta di informazioni incrementando il valore scientifico e documentario dei lavori di restauro. La creazione di banche dati facilmente accessibili e a disposizione di un crescente numero di fruitori completa il progetto culturale che prevede la diffusione del sapere risultante da ogni intervento di restauro.


Sandal Marengoni Aurelio, Le tecniche di rilievo in: Salvini Flavio e Berbenni Giosuè, Zorzino. I luoghi, la storia, l'ambiente e l'organo.
  
 
  
 
  
     
     

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