Breno (BS)

Autore: 
G. Bianchetti (1903)
Anno di intervento: 
1998-1999
Tipo di intervento: 
Restauro

 
 
 


Disposizione fonica:
Fila esterna:  
Principale 16 P.
Principale 8 P.  
Principale II (dal Do2)  
Ottava I  
Ottava II
Duodecima  
Decimaquinta I
Decimaquinta II  
Due di ripieno  
Quattro di ripieno  
Due di ripieno  
Contrabbassi  
Basso Armonico   
     
Fila interna:    
Tromba 8 P.    
Flauto 8 P.    
Dulciana 8 P.    
Bordone 8 P.      
Flauto 4 P.      
Viola 4 P.      
Voce Umana      
Bordone 16 Pedale      
Ottavino S.     


Alla sinistra della console i registri dell'Organo Espressivo:     
Principale 8 P.      
Viola 8 P.      
Bordone 8 P.      
Ottava      
Oboe 8 P.      
Flauto 4 P.      
Celeste (dal Do3)      
Quattro di ripieno (1)      
(1) In realtà sono 5 file: XV - XIX - XXII - XXVI - XXIX


INTRODUZIONE
Nell'autunno del 1996, dopo aver ricevuto i necessari Nulla Osta da parte della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Brescia, si iniziavano le operazioni di smontaggio e censimento dei materiali dell'Organo di SS. Salvatore in Breno. Tale intervento di restauro ha richiesto due anni di paziente lavoro ed ha avuto, su precisa indicazione della Soprintendenza, carattere strettamente conservativo, col mantenimento in essere delle tre principali stratificazioni: Grigolli (a più riprese negli anni 60 e 70 del XIX secolo), Bianchetti (riforma del 1903), Ghetti (ulteriore riforma del 1948).
Si riportano in questa sede solo alcune note inerenti le operazioni di restauro tratte dalla pubblicazione:" IL RESTAURO DELL'ORGANO BIANCHETTI DEL DUOMO DI BRENO", inserto dell'Eco di Breno - febbraio 1999, col solo intento di offrire una sintetica panoramica dello stato di fatto su cui si è operato. Prima del rimontaggio in chiesa dello strumento si è proceduto ad un totale ed approfondito risanamento della cella organaria e del vano manticeria retrostante.
Tali operazioni di rimontaggio si sono protratte per oltre 7 mesi. Particolare impegno ha richiesto la ricollocazione della meccanica che, con i suoi molteplici ordigni, occupa completamente la parte bassa della cella. Assai impegnativa l'opera di accordatura resa particolarmente delicata dai "trascinamenti" dovuti alle distanze quasi nulle dei registri unisoni tra loro (Principale I e II, Ottava I e II, XV- I e II ecc) e da una portata d'aria dei canali molto ridotta.
Lo spinoso problema era già stato sollevato dal Manzoni nel suo progetto di riforma del dicembre 1881 dove propone di ricostruire un nuovo somiere maggiore in quanto ….." l'attuale si trova di spessore scarso ed il vento non può viaggiare libero". (Torna all'inizio)


DESCRIZIONE TECNICA
L'organo consta di 2115 canne distribuite su 6 somieri.
Al G.O. 1.395
All'espressivo 660
Alla Basseria 60
Complessivamente le canne in legno sono 122.
La facciata è composta da 19 canne in stagno di buona fattura, ma di spessori piuttosto ridotti e pertanto assai delicate. Formano unica campata a cuspide e appartengono al Principale 8'.
Bocche allineate a mitria. Le tre canne maggiori sono mute (LA- Sib - SI mentre la quarta in ordine di grandezza è il DO1 di 8').
Due tastiere in osso ed ebano di 61 tasti con estensione DO1 - DO6. Pedaliera concavo parallela di 27 pedali (DO1 - RE2). N° 6 pedaletti per: Unione I pedale, Unione Tastiere, Ripieno II Organo, Tremolo, Tromba e Terza mano.
Pedale a perno centrale per il movimento della griglia espressiva al Secondo Organo. Tiratutti alla Lombarda. Pedalone per la c Combinazione Libera.
Alla destra della consolle è collocata la tavola dei registri del G.O. Risale allo strumento precedente e ospitava 50 manette tra bassi e soprani. La riforma Bianchetti ha previsto tra l'altro l'accorpamento dei registri bassi e soprani in unica manetta. Altri ancora sono stati soppressi dalla riforma del 1940/50. Attualmente sono presenti solamente 22 manette.
Sistema trasmissivo interamente meccanico.
Il somiere del G.O. , di notevoli proporzioni (281x150 di profondità) è del tipo a vento con borsini (1) e ospita tutti i 39 pettini originali.
Di notevole interessante anche la Disposizione fonica voluta da Grigolli al Grand' Organo come rivelano le scritte a china sui traversi laterali destro e sinistro.
I separatori non hanno sezioni rettangolare bensì trapezoidale. I canali sono così più larghi nella parte bassa e misurano 134,5 cm di lunghezza. La loro profondità non è costante; nella parte anteriore dove sono posizionati i ventilabri è di mm 77, ma 54 cm dietro inizia la rastremazione che in 13,5 cm porta la profondità a soli 39 mm. Questo nell'intento di rendere più "vivo" il flusso del vento in canali così lunghi.
All'interno del somiere maggiore, nel canale N°18 (si intende il canale del Fa 2), Grigolli incolla un cartiglio autografo di grande interesse riguardo alla sua nascita e alla sua formazione professionale sul quale si legge:


"Prestine li X Febbraio 1873
L'anno 1838 a dì lì 18 dicembre naqui in Verona e esercito
questa Arte in Vicenza sotto al celebre Gio. Batt.
D. Lorenzi ultimando così di impararla a Parigi 1863".


Le copertine superiori sono in noce e affossate nelle apposite sedi scavate nei separatori. Sono fissate a pressione e guarnite con listarelle in pelle nella parte inferiore e laterale. Le copertine di chiusura inferiori sono di abete e sigillate con pelle a vista. La segreta misura 13,5 cm di altezza per 51 cm di profondità ed ha i fori passafilo guarniti con cappucci in pelle. Il somiere dell'O.E. è di dimensioni assai più ridotte. Racchiuso interamente in cassa espressiva ospita i registri della tastiera superiore.
Era originariamente di 56 canali per una tastiera quindi con estensione DO1- SOL 5 con prima ottava distesa. Il Bianchetti per adattarlo a questo strumento lo prolunga con i 5 canali mancanti non utilizzando tutti i pettini disponibili. Quest'ultima osservazione ci potrebbe però far pensare ad un impiego da parte dell'organaro di un somiere già precedentemente modificato. Il Crivello è in legno rivestito di carta. Sono collocati sul fondo e sui lati della cella altri somieri accessori. Il maggiore, attribuibile al Bianchetti, ospita il Contrabbasso 16' e il Basso Armonico 8'. A lato un piccolo somiere appartenete al vecchio organo e dedicato al Trombone 16 serve ora le prime 12 canne del Bordone 16' Ped. (2)
Seguono quelli per il Bordone 8' e per il Principale 16'. Un ulteriore somiere di Timballi, privo di canne e meccaniche proprie, resta inutilizzato.
Il Canneggio ed i Ritornelli del Ripieno erano assai scomposti e con estese lacune.
La Manticeria, posta nel vano retrostante, è composta da due mantici a lanterna con caricamento manuale e grande compendio collocato nel basamento della cella organaria.
Temperamento Equabile.
LA 447 Hz a 13 ° C. (3)


(1) Sistema di chiusura alle punte dei ventilabrini ideato nel 1791 da Giuseppe Serassi II.
(2) Si può visionare l'atto di collaudo datato 11 maggio 1905 in cui sono citate le modifiche apportate in fase di realizzazione dallo stesso Bianchetti al suo progetto, conservato in archivio.
(3) Il problema del corista alto è sempre esistito. Cito:
- GIOVANNI MANZONI - 12 dicembre 1881 (Progetto). Al punto 2: "…essendo tutto l'organo crescente più di un quanto di voce che non si può accordarsi con gli strumenti d'orchestra e cantanti…".
- GIOVANNI TONOLI - marzo 1882 (Progetto di restauro) Al punto 9: " mettere a corista normale ambo gli organi nel modo più conveniente a regola d'arte".
- LUIGI PARIETTI - 3 ottobre 1882 (Progetto) Al punto 2: " aggiungere a tutti i registri di metallo tranne le ance una canna di maggiore altezza e di egual fortuna e consistenza per ottenere in seguito all'accordatura dell'organo l'abbassamento del corista allungando le canne di legno. (Torna all'inizio)


BREVE STORIA DELL'ORGANO
L'Organo attuale è frutto di molteplici interventi e racchiude in se varie stratificazioni. Giuseppe Grigolli utilizza per la sua opera parte del materiale di un Organo preesistente di cui purtroppo non ci sono giunte notizie d'archivio. L'unica osservazione concreta che possiamo fare è che un gruppo di canne del registro Flauto 4' del G.O., dal Do3 in poi, è di fattura settecentesca con qualche elemento databile forse alla fine del '600 e tipologie costruttive di carattere antegniatiano. Di notevole interesse al fine di comprendere i metodi con cui operavano gli organari del tempo è una Lettera che lo stesso Grigolli invia alla Fabbriceria di Breno. Eccone i contenuti:


(Purtroppo senza data)
Pregiat. Sig.ra Fabbriceria
Sol che ieri ho potuto disimpegnarmi per essere interamente disobbligato dal servizio militare. Quindi oggi trovandomi in fabbrica sono a pregarla di volermi spedire la cassa contenete le canne di metallo onde per incominciare l'opera dell'organo della loro chiesa. In pari tempo la pregherei di volermi spedire anche la piccola somma di Ital. £ 670 la qual serve alla prima rata del contratto tra noi stipulato di italiane £ 2.200.
Non mi resta che salutarli distintamente con tutto rispetto. Il suo devotissimo servo.
In fede
Gregolli Giuseppe
P.S.: La prego in pari tempo di volermi includere nella sua la circonferenza dalla prima e ultima canna della facciata cioè dalla più grande alla più piccola. Questa misura sia tolta con un listellino di carta la qual possa abbracciare tutto il diametro, oppure la grossezza la quale si deve prendere di sopra della bocca alla medesima.
Di questo mi scuserà, poiché trovandomi in fabbrica facendo il scomparto del nuovo somiere non mi trovo la detta misura……….

  
I suoi interventi si susseguono a Breno per dieci anni, dal 1866 al 1876.
In un Interessantissimo documento rinvenuto da me negli archivi del Duomo di Breno, riguardante la posizione del Grigolli anche nel contesto storico-politico di quegli anni, la Ditta Maroni Biroldi sollecita la Parrocchia di Breno ad assolvere ai suoi obblighi economici nei confronti del giovane organaro.
Grigolli opererà per lungi anni in Valcamonica dopo aver sposato a Prestine, piccolo paese nei pressi di Breno, Maddalena Tottoli, realizzando molti strumenti di ottima fattura e dalle notevoli possibilità timbriche.
Non esiste un contratto con la disposizione fonica prevista da lui per l'organo di Breno. Nei vari documenti autografi pervenutici e ritrovati in archivio non si fa mai riferimento ad un progetto completo, bensì sempre ad aggiunte e modifiche da apportare all'organo precedente. Era comunque ricco di registri da concerto con molte file di ance, anche al pedale (Tromboni al ped.).
Solo pochi anni dopo, nel 1881 e 82 vengono interpellati altri organari che presentano progetti di restauro. Tra questi ci sono giunti i preventivi di Manzoni, Tonoli e Parietti.
Molto probabilmente non se ne fece più nulla fino al 1903, anno in cui furono chiamati a Breno sia Porro che Bianchetti. Il Progetto di quest'ultimo fu scelto dalla Fabbriceria. A lavori ultimati, il M° Guglielmo Mattioli, direttore musicale della Cappella di S.M. Maggiore in Bergamo rilascerà il soddisfacente Atto di Collaudo di seguito riportato:


Bergamo 11 maggio 1905
…ristauro, riforma e ampliamento…Bianchetti.
…non solo le opere previste da contratto ma il Bianchetti ha fatto di sua iniziativa operazioni atte a rendere più rispondente l'organo alle esigenze dell'organaria moderna quali:
- costruzione di nuovo del somiere del II organo (Espressivo);
- il completamento dei registri Oboe 8', Violino 8', e Bordone 8' che nel progetto erano indicati nei soli soprani e l'estensione della pedaliera a 27 note reali sostituendo più opportunamente il Bordone di 16' (ai pedali) alla Bombarda di 16';
- giusto equilibrio fra i due organi, ben amalgamato l'elemento nuovo e proporzionata la forza del vento.
Notevoli in particolare i registri di Viole, i due Bordoni di 8' e l'Oboe di 8'.
……(seguono sperticati elogi).


M° Guglielmo Mattioli (Direttore Ist. Music. Donizetti e Cappella S.M. Maggiore in Bergamo).


Negli anni 40 / 50 del secolo scorso, purtroppo G. Ghetti effettuerà l'ennesimo intervento di "riforma" snaturando irrimediabilmente la fisionomia dell'organo. (Torna all'inizio)


RIASSUNTO CRONOLOGICO GENERALE
24 luglio 1866 - Progetto di aggiunta da farsi al presente organo. Segue contratto per £ 2200. Seguono addizionali per £ 2920
1867 - Quasi terminati i lavori si decide di innalzare il tetto e di costruire i nuovi finestroni.
Aprile 1869 - Collaudo dei lavori finalmente ultimati.
1872 - Per £ 3300 il Grigolli doveva riformare l'organo nell'occasione di ricollocarlo al suo posto dopo l'ampliamento del coro e del presbiterio.
Febbraio 1873 - Cartiglio autografo del Grigolli all'interno del somiere maggiore.
20 giugno 1876 - Strumenti da aggiungere al nuovo organo di Breno. Per la prima volta si fa riferimento al somiere di 61 canali attuale. Prima si parlava di 54 tasti. Ma il cartiglio sopracitato è datato 1873 (?).
29 ottobre 1876 - Ultimazione del nuovo organo; valutazioni e pagamenti.
Marzo 1881 - Progetto di restauro Manzoni
3 ottobre 1882 - Progetto di restauro Tonoli (redatto a Niardo mentre stava montando l'organo)
3 ottobre 1882 - Progetto di restauro Parietti
30 agosto 1903 - Progetto di organo nuovo Porro
26 novembre 1903 - Progetto di organo nuovo Bianchetti
11 maggio 1905 - Relazione di collaudo lavori Bianchetti
Anni '40 / '50 - G.Ghetti (Rifacimento e ammodernamento con asportazione di quasi tutti i registri ad ancia sostituiti con violeggianti in zinco)
Anni '70 - Borghi (manutenzione)
1996 / 99 - Restauro conservativo ad opera della Ditta Chiminelli di Darfo Bs. (Torna all'inizio)

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